Femminicidio storia di meschinità e viltà

Dopo la scandalosa sentenza di questi giorni, tentavo un dialogo, spontaneo, mi è venuto istintivo, perché forse è quello che mi sarebbe piaciuto, piacerebbe fare..confrontarsi, parlare, discutere. Io credo che oggi l’unico aspetto che possiamo definire positivo è che i fatti vengano alla luce rispetto alle violenze da sempre perpetrate tra le mura domestiche, con la stessa gravità, la stessa ripetitività e nel silenzio nei secoli dei secoli, ad perpetuam.

E mi sarebbe piaciuto raccontarlo attraverso questo scritto che ho ritrovato sondando tra le pagine di un libro sulla storia terracinese, riportati tra l’altro su un blog, ed i suoi aneddoti. Penso che comunque resti interessante anche leggendolo. Chiedo venia per la volgarità di alcuni passaggi, ma preferisco riportarlo nella sua interezza, anche negli errori:

“Terracina 1820

Per Rosaria Rosi querelante a

Il Sig. Luigi Martini prevenuto di Bestemmia, e d’insulto

mediante alcune bastonate

= Oggi 13 Luglio 1820 =

Nella cancelleria Vescovile di Terracina avanti il R.mo Sig.r Vicario, e di me Cancelliere e’ comparsa Rosaria Rosi moglie di Loreto di Carlo Terracinese la quale non con animosia,

espone la presente querela contro il Sig.r Luigi Martini parimenti Terracinese.

Ieri verso le ore ventidue stando io a sedere avanti la porta di mia casa in Contrada il Vicolo delle Belle due ragazzi, cioe’ il figlio del detto Sig.r Martini, e la figlia di Giacomo Liberti ebbero fra di loro questione, e leggermente si bastonarono. Ai schiamazzi che fecero accorse il detto Sig.r

Martini Padre , ed insultando con un bastone la ragazza, quella si pose in un certo tremore che piangeva. Mossa io da un atto di compassione chiamai a me la detta ragazza, dandoli animo a non temere.

Si offese il detto Sig. Martini di questo mio atto di difesa, che usai a favore della ragazza, ed avventatosi contro di me con un bastone dopo avermi ingiuriata da porca , puttana, e che mi voleva far la fregna quattro parti, prorombendo

insiemamente piu’ di una volta in esecrandi bestemmie cioe’ Sangue di C., sangue della M. sopraggiungendomi mi dette da tre’ , o quattro bastonate, come mostro ad V.S. R.ma le leviture, che tutt’ora tengo nel braccio sinistro. Accorse della gente per difendermi, e fra’ le altre Teresa di Luca. la quale

allorche aveva egli alzato il bastone contro di me lo levo’ dalle di Lui mani per non farmi ulteriormente offendermi;

Furono testimoni alle suddette ingiurie, bastonate, e

bestemmie Tommaso Sepe, e Carolina di Lui moglie, percui fo’ formale istanza per esser reintegrata del mio onore vilipeso colle parole anzidette, e per veder punito l’offensore non tanto mio, quanto della gloria, ed onore del Signore.

Perche’ Sia.

Cro + ce di Rosaria Rosi illtterata, che espone quanto sopra.”


7 risposte a "Femminicidio storia di meschinità e viltà"

  1. La violenza sulle donne in passato spesso restava impunita. E addirittura in certe culture era considerata normale tra le mura domestiche. Ma col passare del tempo avrebbe dovuto diminuire e invece è sempre presente e questo è bruttissimo. Perchè in un paese civile non dovrebbe esistere più casi di femminicidio. Purtroppo, nonostante adesso si abbiano molti strumenti e mezzi per curare certe patologie che portano all’omicidio, spesso gli uomini non vi ricorrono e causano poi le conseguenze che sappiamo.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...